# Agenti

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La sezione Gestione agenti è uno dei punti centrali di Aurora. Se stai iniziando a usare la piattaforma, è importante capire una cosa molto semplice: in Aurora l'agente è il punto di partenza delle attività operative.

In pratica, un agente è la configurazione che definisce come il sistema deve presentarsi, parlare, rispondere e comportarsi durante le interazioni telefoniche. Se Aurora deve gestire chiamate inbound o outbound, è necessario partire dalla creazione di almeno un agente.

### Che cos'è un agente

Un agente è il profilo operativo con cui Aurora gestisce una conversazione.

Per capire davvero questa funzione, il modo più semplice è pensare all'agente come a un operatore telefonico umano configurato all'interno della piattaforma. In un'azienda, un operatore umano non risponde mai in modo casuale: ha un ruolo preciso, parla con un certo tono, segue determinate regole, raccoglie informazioni, risponde a richieste, prova a raggiungere un obiettivo e sa come comportarsi nelle diverse situazioni. In Aurora l'agente svolge lo stesso tipo di funzione. Non è semplicemente una voce o un'automazione generica, ma una figura operativa che rappresenta l'azienda durante la conversazione. Per questo motivo, quando configuri un agente, in realtà stai definendo come dovrà comportarsi un vero operatore telefonico virtuale: come si presenta, come parla, cosa deve dire, cosa deve evitare, quando deve aiutare, quando deve raccogliere dati e quale risultato deve cercare di ottenere nella chiamata.

### Prima di creare un agente

Prima di iniziare, è utile avere già chiari alcuni punti:

* che tipo di chiamate dovrà gestire l'agente
* se il suo utilizzo sarà inbound, outbound o misto
* quale tono dovrà usare con il cliente
* qual è il suo obiettivo principale
* se dovrà prenotare appuntamenti, trasferire chiamate o usare contenuti di supporto

Non serve avere tutto definito in modo perfetto, ma avere queste idee chiare rende la configurazione molto più semplice.

### Dove si trova la sezione

La sezione Gestione agenti è accessibile dal menu principale della piattaforma.

<figure><img src="/files/FfJ6V7kl6gDcumdbbNYN" alt=""><figcaption></figcaption></figure>

Una volta entrato, trovi normalmente:

* la lista degli agenti già creati
* il comando per crearne uno nuovo
* le azioni per aprire o modificare un agente esistente

{% hint style="warning" %}
Se il tuo account o il tuo piano non consentono ancora la creazione di nuovi agenti, la piattaforma può mostrarti un messaggio che ti invita a completare prima i requisiti necessari.
{% endhint %}

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### Le due modalità di creazione

Quando inizi la creazione di un nuovo agente, Aurora ti propone due modalità.

<figure><img src="/files/g7v1khV70JI5RZ8BmANz" alt=""><figcaption></figcaption></figure>

#### 1. Wizard guidato

È la modalità consigliata per chi parte da zero o non ha ancora familiarità con la piattaforma.

Questa modalità ti accompagna in un percorso più assistito:

* scegli il tipo di attività o settore
* scegli il caso d'uso principale
* inserisci le informazioni iniziali dell'agente
* lasci che Aurora generi una prima identità di base da cui partire

Questa opzione è utile quando vuoi una base iniziale più rapida e strutturata.

#### 2. Configurazione avanzata

Questa modalità ti porta direttamente al form completo dell'agente.

È adatta a chi:

* sa già come vuole configurare l'agente
* vuole controllare subito tutti i dettagli
* preferisce impostare manualmente ogni campo

{% hint style="info" %}
In ogni caso consigliamo l'utilizzo del Wizard Guidato per semplificare i passaggi successivi del form di creazione
{% endhint %}

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### Il flusso guidato, passo dopo passo

<figure><img src="/files/sEQc0EpYPeUeIp5W8Sl4" alt=""><figcaption></figcaption></figure>

Il flusso guidato è pensato per aiutare chi non vuole partire da una schermata piena di impostazioni tecniche o da un form molto ampio. Invece di chiederti subito tutti i dettagli dell'agente, Aurora ti porta prima a ragionare sulle informazioni più importanti: in quale contesto lavorerà, quale funzione dovrà svolgere e che tipo di identità dovrà avere. Questo approccio è utile soprattutto all'inizio, perché riduce il rischio di creare un agente troppo generico o poco coerente con il lavoro che dovrà svolgere.

In pratica,  funziona come una fase di impostazione iniziale. Aurora raccoglie alcune informazioni di base da parte tua e le usa per costruire una prima proposta di identità dell'agente. Non si tratta quindi di una configurazione definitiva e rigida, ma di un punto di partenza strutturato. Una volta completati questi passaggi, vieni portato nella schermata completa dell'agente, dove puoi rivedere, migliorare o correggere tutto ciò che è stato impostato.

Questo significa che il flusso guidato non sostituisce la configurazione completa, ma la rende più semplice. È particolarmente utile quando stai creando il primo agente, quando non hai ancora familiarità con i campi più avanzati oppure quando vuoi ottenere rapidamente una base sensata da cui iniziare.

#### Scelta del settore o del contesto

Nel primo passaggio scegli il tipo di business o il contesto in cui opererà l'agente. Questo serve a dare ad Aurora un primo riferimento sul linguaggio e sul tipo di interazione attesa.

{% hint style="info" %}
Se non trovi un'opzione perfettamente adatta, puoi usare la voce generica e descrivere il tuo caso.
{% endhint %}

<figure><img src="/files/ypWStU79LG4o9QMsmyCy" alt="" width="563"><figcaption></figcaption></figure>

#### Scelta del caso d'uso

Nel secondo passaggio definisci lo scopo principale dell'agente.

Per esempio, puoi configurarlo per attività come:

* supporto clienti
* qualificazione lead
* appuntamenti
* gestione richieste
* attività outbound

<figure><img src="/files/TMkNKC33g5GMnYfflnU1" alt="" width="563"><figcaption></figcaption></figure>

Anche qui, se il tuo caso non rientra perfettamente nelle opzioni mostrate, puoi usare la voce alternativa e descriverlo in modo libero.

#### Inserimento delle informazioni iniziali

Nell'ultimo passaggio del flusso guidato devi inserire:

* nome dell'agente
* eventuale nome dell'azienda
* una breve descrizione del suo compito

<figure><img src="/files/QHdl6ZChR45FCIDKO1KS" alt="" width="563"><figcaption></figcaption></figure>

Queste informazioni servono per generare una prima base di identità. Una volta completato il passaggio, Aurora ti porta automaticamente nella schermata completa di configurazione.

Dal punto di vista pratico, questo è il momento in cui Aurora trasforma le tue indicazioni in una prima bozza di agente. Il risultato è utile perché ti evita di partire da una pagina vuota: troverai già una base iniziale su cui lavorare, che potrai adattare al tuo stile, al tuo processo e al modo in cui vuoi che l'agente rappresenti la tua attività.

***

### La schermata di configurazione dell'agente

Dopo il flusso guidato, oppure entrando direttamente dalla modalità avanzata, arrivi nella schermata completa dell'agente.

Questa è la pagina principale su cui lavorerai per definire il comportamento dell'agente nel dettaglio.

La configurazione è organizzata in più passaggi. Il vantaggio di questa struttura è che non devi fare tutto insieme: puoi procedere un blocco alla volta.

In modo semplice, puoi immaginare il form come suddiviso in queste aree:

* identità dell'agente
* voce e modalità di espressione
* obiettivi e istruzioni
* collegamenti operativi
* conoscenza e supporto
* impostazioni avanzate

### Cosa definisci nella configurazione

#### Identità

In questa parte definisci gli elementi più fondamentali:

* Nome
* Lingua
* Fuso Orario
* Personalità
* Ambiente operativo

<figure><img src="/files/MRWum440YRjGuo8Ygbdh" alt=""><figcaption></figcaption></figure>

Questa è la base che permette all'agente di comportarsi in modo coerente.

#### personalità

La personalità definisce il modo in cui l’agente dovrà comportarsi durante la conversazione. In questo campo possiamo indicare se vogliamo che l’agente sia amichevole, professionale, empatico, diretto, rassicurante oppure più formale.

#### Ambiente Operativo

L’ambiente operativo serve a spiegare ad Aurora il contesto in cui l’agente lavorerà. In pratica, dobbiamo descrivere il settore aziendale, il tipo di clienti con cui parlerà e le situazioni tipiche che dovrà gestire.

Questo aiuta l’agente a capire meglio il contesto della conversazione e a rispondere in modo più appropriato.

#### Voce e tono

In questa parte definisci non solo come l'agente suona, ma anche come si esprime. Sono due aspetti diversi ma strettamente collegati: la voce è il modo in cui l'agente viene ascoltato, mentre il tono è il modo in cui si rivolge alla persona durante la conversazione.

<figure><img src="/files/AjUANhcTTOfQqo4i7njC" alt=""><figcaption></figcaption></figure>

La scelta della voce è importante perché è uno dei primi elementi che influenzano la percezione della chiamata. Prima ancora di entrare nel contenuto della conversazione, chi ascolta percepisce se la voce è rassicurante, professionale, chiara, troppo fredda, troppo energica oppure poco adatta al contesto. Per questo motivo, la voce dell'agente non va scelta solo in base a una preferenza personale, ma in base al tipo di esperienza che vuoi far vivere a chi è al telefono.

Accanto alla voce c'è poi il tono, che riguarda il modo in cui l'agente formula le frasi, accompagna la conversazione e si relaziona con l'interlocutore. Un tono può essere più formale, più cordiale, più diretto, più consulenziale o più accogliente. Anche questo aspetto incide molto sul risultato finale, perché una voce ben scelta ma con un tono non coerente rischia comunque di produrre un'interazione poco naturale.

In termini pratici, quando configuri voce e tono stai decidendo come l'agente verrà percepito durante la chiamata. Un agente che gestisce richieste inbound, supporto clienti o appuntamenti dovrebbe in genere risultare chiaro, ordinato, paziente e rassicurante. Un agente orientato a campagne outbound o attività commerciali può invece avere un'impostazione più energica e propositiva, ma deve comunque restare credibile e coerente con l'immagine della tua azienda.

<figure><img src="/files/0K7ZnJXL01h2STCQtTro" alt="" width="369"><figcaption></figcaption></figure>

Aurora ti aiuta anche nella scelta pratica della voce, perché non sei obbligato a scorrere manualmente tutta la libreria disponibile. Nella schermata dedicata puoi cercare una voce e filtrare le opzioni in base a diversi criteri, come ad esempio lingua, categoria, genere, età, caso d'uso e caratteristiche descrittive. Questo è particolarmente utile quando hai già in mente il tipo di impressione che vuoi trasmettere, ma non sai ancora quale voce sia la più adatta. Invece di scegliere in modo casuale, puoi restringere progressivamente il campo fino a trovare una voce più coerente con il ruolo dell'agente e con il tipo di conversazione che dovrà gestire.

#### Capacità dell'agente

Questa parte della configurazione è dedicata alle capacità operative dell'agente, cioè agli elementi che determinano come elabora le informazioni e come restituisce la risposta durante una conversazione. Se la sezione della voce e del tono definisce come l'agente viene percepito, la sezione delle capacità definisce quanto è fluido, reattivo e adatto al compito che deve svolgere.

In modo semplice, qui stai scegliendo il "motore" con cui l'agente ragiona e il "motore" con cui l'agente parla. Nella pratica, questa sezione ti permette di configurare soprattutto due aspetti:

* il modello usato per generare le risposte
* il modello usato per trasformare il testo in voce

Questa distinzione è importante perché un agente non deve solo avere una buona personalità o una buona voce: deve anche riuscire a formulare risposte coerenti e a restituirle con una qualità adatta al contesto della chiamata.

Quando scegli le capacità dell'agente, non stai necessariamente entrando in un'area tecnica avanzata. Dal punto di vista dell'utente, l'obiettivo è capire quale combinazione è più adatta al risultato che vuoi ottenere. Alcune opzioni possono essere più equilibrate e adatte a un uso generale, altre più veloci, altre più orientate a scenari particolari. Se non hai esigenze specifiche, conviene partire dalle opzioni consigliate dalla piattaforma e valutare eventuali cambiamenti solo dopo avere fatto una prova reale.

<figure><img src="/files/k0VvsVvGDSRPTe0Wgzgu" alt="" width="563"><figcaption></figcaption></figure>

In questa schermata trovi soprattutto questi campi:

<p align="center"><strong>Cervello dell’agente</strong></p>

Questo campo definisce quale modello viene utilizzato per generare le risposte dell'agente durante la conversazione. In termini pratici, incide sulla qualità del ragionamento, sulla rapidità di risposta e sul tipo di equilibrio tra velocità e profondità. Se non hai esigenze particolari, conviene iniziare con l'opzione consigliata dalla piattaforma, perché rappresenta in genere la scelta più stabile per un utilizzo quotidiano. Ha senso intervenire su questo campo soprattutto quando, dopo alcune prove, vuoi affinare il comportamento dell'agente in base al tuo contesto operativo.

<p align="center"><strong>Impostazioni avanzate del modello</strong></p>

In alcuni casi la piattaforma rende disponibile anche una vista più avanzata del modello selezionato. Questa parte è utile soprattutto a utenti che vogliono un controllo più preciso sulla configurazione, ma non è indispensabile per iniziare. Se stai creando il tuo primo agente, puoi tranquillamente lasciare l'impostazione predefinita e tornare su questa sezione solo in un secondo momento, dopo avere verificato come si comporta l'agente in chiamata.

<p align="center"><strong>Modello voce</strong></p>

Questo campo riguarda il motore usato per trasformare il testo in voce. Anche se può sembrare simile alla scelta della singola voce, in realtà ha un ruolo diverso: qui non scegli chi parla, ma il tipo di resa vocale con cui l'agente restituisce le frasi. Questo può influenzare la naturalezza, la fluidità e la qualità complessiva dell'audio. Anche in questo caso, per un primo utilizzo è consigliabile partire dall'opzione suggerita e valutare eventuali modifiche solo dopo una chiamata di test.

#### Obiettivo e Limiti

La sezione dedicata a obiettivo e limiti è una delle più importanti nella configurazione dell’agente, perché definisce il comportamento che dovrà mantenere durante la conversazione. L’obiettivo chiarisce il risultato che l’agente deve cercare di raggiungere: ad esempio fornire supporto, raccogliere informazioni, fissare un appuntamento, qualificare un contatto o accompagnare l’utente verso un’azione precisa. Un obiettivo formulato in modo chiaro aiuta l’agente a restare focalizzato, a dare priorità alle informazioni rilevanti e a condurre la chiamata in modo coerente con il contesto operativo.

I limiti, invece, stabiliscono le regole entro cui l’agente deve muoversi. In questa parte si definisce cosa può fare, cosa deve evitare, quali argomenti deve trattare con cautela e quale stile di interazione deve mantenere anche nei casi più delicati. I limiti sono essenziali per rendere il comportamento prevedibile, professionale e allineato alle esigenze dell’azienda. In termini pratici, mentre l’obiettivo indica la direzione della conversazione, i limiti ne garantiscono il controllo, la coerenza e l’affidabilità.

<figure><img src="/files/0q2dFT0ibuhZEY7iJQBV" alt=""><figcaption></figcaption></figure>

#### Funzionalità&#x20;

In base al tuo caso, puoi collegare l'agente ad altri strumenti utili, come:

<figure><img src="/files/vztbH1F60nb6XCczgytQ" alt=""><figcaption></figcaption></figure>

<p align="center"></p>

<p align="center"><strong>Messaggio iniziale</strong></p>

<figure><img src="/files/zCUAqtCZEhEOsMEGSNC7" alt="" width="563"><figcaption></figcaption></figure>

Questo campo ti permette di definire come l'agente apre la conversazione. È il primo messaggio che l'interlocutore sentirà o leggerà nel momento iniziale del contatto. Anche se può sembrare un dettaglio, in realtà è un elemento molto importante perché stabilisce subito il tono della chiamata e orienta la relazione con l'utente. Un buon messaggio iniziale deve essere chiaro, coerente con il ruolo dell'agente e adatto al contesto inbound o outbound.

<p align="center"><strong>Knowledge base</strong></p>

<figure><img src="/files/RmUjugRcpILLWkZkGqJg" alt=""><figcaption></figcaption></figure>

Questa funzione permette di collegare all'agente una o più basi di conoscenza, cioè contenuti che l'agente può usare come riferimento durante la conversazione. È utile quando vuoi che l'agente abbia a disposizione informazioni aziendali, procedure, domande frequenti o contenuti di supporto. In pratica, la knowledge base aiuta l'agente a rispondere in modo più coerente e più informato, soprattutto nei casi in cui deve gestire richieste inbound o fornire spiegazioni puntuali. È possibile aggiungere documenti nella apposita [pagina della knowledge base](/funzionalita-operative/phone-numbers-and-voip-1.md).

<p align="center"><strong>Calendario e disponibilità</strong></p>

<figure><img src="/files/mpTAc53De2RmwAce3BGn" alt=""><figcaption></figcaption></figure>

Se l'agente deve lavorare con appuntamenti, fasce orarie o disponibilità, questa è la parte in cui puoi collegarlo a un calendario. Il collegamento al calendario è utile quando l'agente deve supportare attività come prenotazioni, organizzazione di appuntamenti o gestione di orari disponibili. Accanto a questo, la piattaforma permette anche di intervenire sulle disponibilità, così da rendere più controllato il comportamento dell'agente nei casi in cui debba proporre o gestire slot temporali.

<p align="center"><strong>Trasferimento di chiamata</strong></p>

<figure><img src="/files/6P9UVRV3FLgQlWUnpxXM" alt=""><figcaption></figcaption></figure>

Questa funzione permette di abilitare il trasferimento verso un numero reale. È una funzionalità molto utile quando vuoi che l'agente possa passare la conversazione a un operatore umano in situazioni specifiche. Oltre al numero di destinazione, puoi anche definire la condizione in cui il trasferimento deve avvenire. Questo ti consente di costruire un'esperienza più fluida: l'agente gestisce la parte iniziale della conversazione e, quando serve, lascia spazio a una persona reale.

***

### Salvare un agente

Quando completi la configurazione, puoi salvare l'agente direttamente dalla schermata di modifica.

Se stai creando un nuovo agente:

* il primo salvataggio crea l'agente nella piattaforma
* da quel momento puoi continuare a modificarlo
* alcune funzioni diventano pienamente disponibili solo dopo il salvataggio (inserimento orari e Chiamata di test)

Se stai modificando un agente esistente:

* il salvataggio aggiorna la configurazione corrente
* le modifiche restano associate a quello stesso agente

***

### Chiamata di test

Una delle funzioni più utili nella gestione agenti è la chiamata di test.

Serve per verificare se l'agente è stato configurato in modo coerente prima di usarlo in attività reali.

<figure><img src="/files/IjEDUmRi3fZshkYljSB3" alt=""><figcaption></figcaption></figure>

#### Come funziona

Dalla schermata dell'agente puoi avviare una chiamata di test.

In base alla configurazione del tuo account, Aurora può comportarsi in due modi:

* usare il numero di telefono presente nel tuo profilo
* chiederti di inserire il numero di destinazione

Questo significa che la modalità di test può cambiare a seconda del tuo stato di utilizzo o del piano associato all'account.

#### Quando conviene farla

La chiamata di test è consigliata soprattutto:

* subito dopo la creazione del primo agente
* dopo aver modificato personalità, obiettivi o tono
* dopo aver cambiato voce
* dopo aver collegato calendario o regole di trasferimento

### Modificare un agente esistente

Puoi tornare in qualsiasi momento sulla lista agenti e aprire un agente già creato per aggiornarlo.

Questo è utile quando devi:

* cambiare il tono o la personalità
* aggiornare il comportamento
* modificare la lingua
* scegliere una nuova voce
* aggiungere o rimuovere contenuti di supporto

Se vuoi capire nel dettaglio come intervenire su una funzione specifica, il riferimento corretto sono i paragrafi precedenti di questa stessa pagina. Le sezioni dedicate a identità, voce e tono, capacità, obiettivo e regole, e funzionalità operative spiegano infatti il significato dei diversi elementi della configurazione e ti aiutano a comprendere meglio su quali campi intervenire.

Le modifiche vanno sempre verificate con attenzione, soprattutto se l'agente è già usato in attività operative.

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### Errori comuni da evitare

Gli errori più frequenti, soprattutto per chi inizia, sono questi:

* creare un agente senza avere chiaro il suo obiettivo
* usare istruzioni troppo generiche
* caricare troppi dettagli prima di aver fatto una prova
* saltare la chiamata di test
* modificare molti parametri insieme senza verificare l'effetto reale

Se vuoi ottenere risultati migliori, procedi per piccoli passi.

### Suggerimenti pratici

* Parti sempre da un caso d'uso preciso.
* Usa nomi chiari, così distingui facilmente gli agenti.
* Mantieni la personalità coerente con il brand e con il tipo di cliente.
* Se l'agente deve gestire appuntamenti o operazioni specifiche, verifica subito i collegamenti necessari.
* Prima di usare un agente in un contesto reale, fai delle prove.

### Hai bisogno di assistenza?

Se hai difficoltà nella creazione o nella modifica di un agente e non riesci a completare la configurazione, puoi contattare l'assistenza scrivendo a `assistenza@aurorasuite.ai`.


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# Agent Instructions: Querying This Documentation

If you need additional information that is not directly available in this page, you can query the documentation dynamically by asking a question.

Perform an HTTP GET request on the current page URL with the `ask` query parameter:

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GET https://docs.aurorasuite.ai/funzionalita-operative/agent-management.md?ask=<question>
```

The question should be specific, self-contained, and written in natural language.
The response will contain a direct answer to the question and relevant excerpts and sources from the documentation.

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